Nel 2025 il 56,4% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha usato materiali di apprendimento online e il 27,4% ha seguito un corso online. Su tutte e tre le forme di apprendimento digitale l'Italia è sopra la media europea.
Nel 2025 il 14,5% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha scritto codice in un linguaggio di programmazione, in linea con la media UE. Tra i ragazzi la quota supera di sette punti quella delle ragazze.
Tra le cinque aree delle competenze digitali, i giovani italiani sono più lontani dalla media europea nella gestione delle informazioni: l'82,8% ha competenze almeno di base, contro il 90,5% dell'Unione. Le ragazze superano i ragazzi.
Nel 2025 il 68,5% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha competenze digitali almeno di base, contro il 74,5% della media UE. Il dato è cresciuto di nove punti in due anni, ma quasi un giovane su tre resta sotto la soglia.
Nel 2025 il 32,3% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha usato l'intelligenza artificiale generativa per la scuola o l'università, contro il 41,0% della media UE. Tra chi non la usa, tre su quattro dicono di non averne bisogno.
Nel 2025 il 47,2% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha usato strumenti di intelligenza artificiale generativa, come i chatbot. La media UE è del 63,8%. L'Italia è tra gli ultimi Paesi, ma i giovani la usano più del doppio degli adulti.
Nel 2025 il 65,0% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha aperto un account su un'app o un servizio gratuito. Circa uno su cinque ha provato a cancellarne uno. Tra chi ci ha provato, più di uno su quattro ha incontrato problemi.
Nel 2025 l'80,6% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha compiuto almeno un'azione per proteggere i propri dati personali online. Su alcune pratiche, come leggere le informative e controllare la sicurezza dei siti, i ragazzi italiani fanno meglio dei coetanei europei.
Nel 2025 il 35,2% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha modificato le impostazioni del browser per bloccare o limitare i cookie, contro il 42,8% della media UE. Ancora meno usano software che limitano il tracciamento.
Nel 2025 il 31,9% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha controllato la veridicità di informazioni trovate su siti di notizie o social network, contro il 39,5% della media UE. Il metodo più usato è il controllo delle fonti in rete.