
Dopo mesi dedicati alla vita digitale dei ragazzi, vale la pena fare un passo indietro e chiedersi come stanno, nel complesso. L’indagine europea sul reddito e le condizioni di vita chiede di valutare la propria vita, su una scala da 0 a 10.
Nel 2024 i giovani italiani tra 16 e 24 anni hanno dato un voto medio di 7,5, poco sotto la media europea di 7,6. L’Italia è 18ª su 27. I valori più alti si registrano in Croazia (8,3), Romania (8,2), Slovenia (8,2).
Più soddisfatti degli adulti, ma di poco
In tutta Europa la soddisfazione è più alta tra i più giovani e diminuisce con l’età. Nella media UE si passa da 7,8 tra i 16-19enni a 6,9 dopo i 75 anni. In Italia la curva è più piatta: 7,5 tra i 16-19enni, 7,4 tra i 20-24enni, e valori tra 7,1 e 7,4 fino ai 74 anni.
La differenza più evidente con l’Europa riguarda proprio gli adolescenti di 16-19 anni: 7,5 in Italia contro 7,8. Tra ragazzi e ragazze non ci sono differenze nel voto medio.
Un indicatore da seguire nel tempo
Nel 2013 i giovani italiani davano alla propria vita un voto di 7,0; nel 2018 era salito a 7,5 e negli anni successivi si è mantenuto tra 7,5 e 7,6. La soddisfazione per la vita dipende da molti fattori, dalla famiglia allo studio, dalle relazioni alle prospettive future, e i dati non permettono di isolare il ruolo della vita digitale. Ma è l’indicatore giusto per ricordare che il benessere digitale è una parte del benessere, non un obiettivo separato.
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