
Secondo l’indagine Eurostat sull’uso delle ICT, nel 2025 il 45,9% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha usato l’internet banking negli ultimi tre mesi. Nella media UE-27 la quota è del 68,3%.
L’Italia terzultima in Europa
Tra i 27 Paesi UE l’Italia è venticinquesima: dietro ci sono soltanto Romania (35,1%) e Bulgaria (22,9%). In testa ci sono Danimarca (98,3%), Paesi Bassi e Irlanda (95,7%); la Francia è al 77,1%, la Germania al 70,8%, la Spagna al 70,7%. In dieci anni il dato italiano è più che raddoppiato, dal 19,0% del 2015, ma la media UE è salita di più, dal 38,7% al 68,3%: la distanza è passata da 19,8 a 22,4 punti. Tra il 2024 e il 2025 l’Italia è cresciuta di 0,6 punti, l’UE di 3,1.
La distanza è tra i più giovani
Tra i 16 e i 19 anni usa l’internet banking il 25,9% dei ragazzi italiani, meno della metà della media europea (55,9%). Tra i 20 e i 24 anni la quota sale al 62,9%, contro il 78,9% in UE; tra i 25 e i 34 anni è al 71,2% (UE 81,9%). In Italia le ragazze sono sotto i ragazzi, 42,0% contro 49,5%, mentre nella media UE le due quote quasi coincidono (68,4% e 68,2%). L’indagine non spiega queste differenze; un’ipotesi da verificare è la diversa diffusione, tra i più giovani, di conti e carte a proprio nome.
Perché interessa a famiglie e scuole
Consultare un conto, controllare i movimenti e pagare in rete in sicurezza fanno parte dell’educazione finanziaria e digitale di cui si occupano famiglie e scuole. Il dato si legge insieme a quelli sulle competenze digitali e sulla gestione dei dati personali, che trovate su questo sito.
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