
La rete non è solo intrattenimento e relazioni: è anche uno spazio di apprendimento. Eurostat distingue tre attività: seguire un corso online, usare materiali didattici online (video, testi, esercizi) e comunicare con insegnanti o compagni attraverso strumenti audio o video.
Nel 2025, tra i giovani italiani di 16-24 anni, il 56,4% ha usato materiali didattici online (UE: 52,2%), il 46,9% ha comunicato con docenti o studenti tramite strumenti come piattaforme per videolezioni (UE: 39,1%) e il 27,4% ha seguito un corso online (UE: 22,3%).
L’effetto della pandemia e dopo
La serie storica mostra l’impatto degli anni della didattica a distanza. I corsi online, seguiti dal 9,8% dei giovani italiani nel 2019, sono saliti al 34,5% nel 2021 e al 37,0% nel 2022, per poi scendere al 27,4% nel 2025. I materiali didattici online invece non sono tornati indietro: dal 34,6% del 2019 al 56,4% del 2025.
In altre parole, la diffusione dei corsi strutturati a distanza sembra legata in parte agli anni della didattica a distanza, mentre l’abitudine a cercare in rete video e risorse per studiare è rimasta.
Una risorsa da orientare
Il fatto che più della metà dei ragazzi cerchi in rete materiali per studiare è un’opportunità per la scuola, che può indicare risorse di qualità e insegnare a riconoscerle. Insieme all’uso crescente dell’intelligenza artificiale per lo studio, questo dato disegna uno studente che impara sempre più anche fuori dall’aula, e che ha bisogno di strumenti critici per farlo bene.
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