
La rete è spesso il primo posto dove i ragazzi cercano risposte su ciò che li preoccupa, comprese ansia, umore e benessere psicologico. Nel 2025 Eurostat ha distinto, tra le ricerche di informazioni sanitarie online, quelle dedicate alla salute mentale.
In Italia il 24,5% dei giovani tra 16 e 24 anni ha cercato informazioni sulla salute mentale nei tre mesi precedenti, contro il 26,0% della media europea. I valori più alti si registrano in Svezia (59,9%), Cipro (45,3%), Danimarca (44,9%); i più bassi in Croazia (10,0%), Bulgaria (10,1%), Polonia (12,3%).
Più dei loro genitori
I giovani cercano informazioni sulla salute mentale più degli adulti: tra tutte le persone di 16-74 anni in Italia la quota è del 19,5%. Più in generale, il 57,6% dei giovani italiani ha cercato informazioni su qualunque tema di salute (UE: 56,7%).
Quest’ultimo dato ha avuto una crescita insolita: dal 46,3% del 2024 al 57,6% del 2025, dopo anni di stabilità intorno al 46-47%. Un salto così ampio in un solo anno va confermato dalle prossime rilevazioni, anche perché nel 2025 la rilevazione ha introdotto indicatori distinti per la salute fisica e mentale e non si può escludere un effetto della modifica del questionario.
Informarsi non basta
Cercare informazioni è spesso il primo passo verso la richiesta di aiuto, ma la qualità di ciò che si trova varia molto. Per scuole e famiglie è importante far conoscere fonti affidabili e servizi reali a cui rivolgersi, come lo sportello psicologico scolastico, il medico di base, i consultori, perché la ricerca online porti a un contatto concreto e non si fermi lì.
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