
Il voto medio sulla soddisfazione per la vita, analizzato la settimana scorsa, nasconde come le persone si distribuiscono. Due popolazioni con la stessa media possono essere molto diverse: una con tutti a metà scala, un’altra con molti molto soddisfatti e molti insoddisfatti. Eurostat classifica le risposte in tre livelli: bassa (da 0 a 5), media (da 6 a 8) e alta (9 o 10).
Nel 2024 i giovani italiani tra 16 e 24 anni si concentrano nella fascia media: il 73,1%, contro il 60,9% europeo. Hanno una soddisfazione bassa il 6,2% (UE: 10,8%) e alta il 20,6% (UE: 28,3%).
Meno estremi, in entrambe le direzioni
Il profilo italiano è quindi più concentrato al centro. La quota di giovani insoddisfatti è nettamente inferiore alla media europea, ed è una buona notizia. Ma anche la quota di giovani pienamente soddisfatti è nettamente inferiore alla media europea: quasi otto punti in meno.
Lo stesso schema si ritrova nella popolazione adulta, dove in Italia i molto soddisfatti sono il 17,4% e gli insoddisfatti l’11,2%, contro il 21,8% e il 16,2% europei. In altre parole, sembra un tratto della società italiana più che una caratteristica specifica dei giovani.
Il saldo tra molto soddisfatti e insoddisfatti riassume questo profilo: tra i giovani italiani è di 14,4 punti, contro 17,5 nella media europea.
Il disagio non si vede nelle medie
Anche un 6,2% di giovani insoddisfatti corrisponde a un numero rilevante di ragazze e ragazzi. Le indagini generali sulla popolazione, come questa, faticano a intercettare il disagio più grave, che richiede strumenti specifici. Per l’Osservatorio questo è un motivo in più per affiancare ai dati europei rilevazioni dirette nelle scuole e con le famiglie.
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