
Accanto alle competenze d’uso ci sono quelle di produzione: creare documenti, modificare contenuti multimediali, usare fogli di calcolo, programmare. Eurostat le rileva come attività svolte al computer o con altri dispositivi nei tre mesi precedenti.
Nel 2025 il 14,5% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha scritto codice in un linguaggio di programmazione, praticamente come la media europea (14,6%). L’Italia è 14ª su 27. I valori più alti si registrano in Portogallo (24,9%), Paesi Bassi (21,5%), Spagna (20,1%).
Più presentazioni, meno fogli di calcolo
Il profilo dei giovani italiani è simile a quello europeo, con alcune differenze. Creano più spesso file che combinano testo, immagini e tabelle, come le presentazioni (69,2% contro 64,6%), e usano più spesso le funzioni avanzate dei fogli di calcolo (30,3% contro 27,6%). Usano invece meno i fogli di calcolo in generale (44,1% contro 51,1%), i programmi di scrittura (64,7% contro 70,5%) e gli strumenti di modifica di foto, video e audio (50,5% contro 56,9%).
Il divario di genere nella programmazione
Se nelle competenze d’uso le ragazze sono avanti, nella programmazione il rapporto si inverte. In Italia ha scritto codice il 17,9% dei ragazzi e il 10,8% delle ragazze; nella media UE 19,3% e 9,6%. Le ragazze italiane, in proporzione, programmano un po’ più delle coetanee europee.
Per le scuole è un’indicazione chiara: le attività di programmazione proposte in modo aperto a tutti tendono a essere scelte più dai ragazzi. Percorsi che partono da problemi concreti e contesti diversi potrebbero coinvolgere di più le ragazze, che hanno competenze digitali di base pari o superiori a quelle dei ragazzi.
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