
L’intrattenimento è una parte centrale della vita online dei ragazzi: video brevi e lunghi, serie in streaming, videogiochi. Eurostat rileva queste attività ogni due anni; l’ultimo dato disponibile è del 2024.
In Italia l’86,6% dei giovani tra 16 e 24 anni ha guardato video da servizi di condivisione come YouTube o TikTok (media UE: 83,6%). Il 90,5% ha guardato programmi TV o video in streaming. Il 61,2% ha giocato o scaricato videogiochi (media UE: 61,8%).
I videogiochi recuperano terreno
Nel 2016 giocava online o scaricava giochi il 46,0% dei giovani italiani, quasi dieci punti meno della media europea (55,4%). Nel 2024 la quota è salita al 61,2%, praticamente allineata all’Unione. Anche i video da piattaforme di condivisione sono cresciuti, dal 78,2% all’86,6%.
Per i giochi i valori più alti si registrano in Grecia (88,0%), Cipro (81,4%), Finlandia (77,3%); i più bassi in Croazia (43,2%), Bulgaria (44,0%), Lettonia (46,6%).
Oltre il tempo davanti allo schermo
Questi indicatori dicono quanti ragazzi svolgono un’attività, non per quanto tempo né con quale intensità. Per il benessere digitale la differenza è decisiva: un’ora di gioco con gli amici nel fine settimana e diverse ore ogni notte rientrano nella stessa percentuale.
Per famiglie e scuole il dato suggerisce di non trattare l’intrattenimento online come un’eccezione da reprimere, perché riguarda la grande maggioranza dei ragazzi, ma come uno spazio da accompagnare: conoscere i giochi e i canali seguiti, parlarne, concordare tempi e momenti.
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