
Il rapporto tra giovani e social network è uno dei temi più discussi del dibattito sul benessere digitale. Spesso si dà per scontato che i ragazzi italiani siano tra i più assorbiti dalle piattaforme. I dati europei raccontano qualcosa di diverso.
Eurostat misura la quota di persone che partecipano ai social network, cioè che hanno creato un profilo, pubblicato messaggi o altri contenuti su piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok o X nei tre mesi precedenti l’intervista. Nel 2025 in Italia lo ha fatto l’81,4% dei giovani tra 16 e 24 anni, contro il 90,5% della media UE. L’Italia è ultima su 27 Paesi.
Un divario che non si chiude
La distanza non è nuova. Dal 2015 la quota italiana è sempre rimasta sotto quella europea, con uno scarto tra i 3 e i 12 punti a seconda dell’anno. Negli ultimi due anni si è allargata: la media UE è salita dall’83,4% del 2023 al 90,5%, quella italiana è rimasta intorno all’81%.
Il divario riguarda anche gli adulti: tra le persone di 16-74 anni partecipa ai social il 56,4% degli italiani e il 67,3% degli europei.
Come leggere il dato
L’indicatore misura la partecipazione attiva, non il semplice scorrere dei contenuti: chi guarda video o post senza pubblicare nulla può non rientrarvi. Il dato quindi non dice che i giovani italiani passino meno tempo sulle piattaforme, ma che una parte di loro le usa in modo più passivo o non le usa affatto.
Per il dibattito sul benessere digitale è un’indicazione utile: le preoccupazioni sull’esposizione ai social restano legittime, ma vanno fondate sui dati e non sull’idea che i giovani italiani siano un caso estremo in Europa. Sul fronte dei messaggi e delle videochiamate, come vedremo la prossima settimana, il quadro è invece opposto.
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