Informazione e fake news

Informazioni false in rete: le nota il 49% dei giovani italiani, il 66% degli europei

9 Maggio 2026 · Osservatorio Benessere Digitale Giovani
Informazioni false in rete: le nota il 49% dei giovani italiani, il 66% degli europei

La disinformazione è una delle preoccupazioni principali quando si parla di giovani e rete. Eurostat chiede alle persone se, nei tre mesi precedenti, hanno visto su siti di notizie o social network informazioni o contenuti che ritenevano falsi o dubbi.

Nel 2025 ha risposto di sì il 48,6% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni, contro il 66,3% della media UE. L’Italia è 26ª su 27: solo la Grecia ha un valore più basso. In Danimarca e nei Paesi Bassi la quota supera l’80%.

48,6%giovani 16-24 anni che hanno visto informazioni false o dubbie online, Italia 2025
66,3%media UE-27
43,0%tutta la popolazione 16-74 anni, Italia
Giovani che hanno visto informazioni false o dubbie online, 2025
% delle persone di 16-24 anni
ItaliaMedia UE / area euroAltri

Danimarca86,9%Paesi Bassi81,7%Irlanda79,8%Croazia79,0%Francia78,8%Slovacchia76,8%Lussemburgo75,1%Svezia74,2%Spagna74,1%Cechia72,9%Finlandia72,8%Malta72,3%Portogallo71,9%Polonia70,6%Slovenia70,3%Belgio70,0%Estonia69,0%Ungheria68,7%UE-2766,3%Lituania59,7%Cipro57,8%Romania56,6%Germania56,4%Austria54,0%Bulgaria53,3%Lettonia52,5%Italia48,6%Grecia37,1%

Fonte: Eurostat, dataset isoc_sk_edic_i21. Elaborazione: Andrea Troisi · Benessere Digitale Giovani · Troisi Ricerche.

Vedere meno falsi o accorgersene meno?

Il dato va letto con attenzione. Una quota bassa non significa necessariamente che i giovani italiani siano esposti a meno disinformazione: può significare anche che la riconoscono meno. L’indicatore misura infatti la percezione di aver visto contenuti falsi, e dipende dalla capacità di identificarli.

Due elementi fanno propendere per una lettura prudente. Il primo: tra i Paesi europei, dove i giovani hanno più spesso competenze digitali di base anche la quota di chi nota contenuti falsi tende a essere più alta (correlazione di 0,58 tra i due indicatori). Il secondo: in Italia leggono meno notizie online e partecipano meno ai social, quindi una parte della differenza può dipendere da un uso diverso della rete.

Nel tempo la quota italiana è passata dal 51,3% del 2021 al 46,2% del 2023 e al 48,6% del 2025, mentre quella europea è salita dal 61,7% al 66,3%.

Giovani che hanno visto informazioni false o dubbie online
% delle persone di 16-24 anni
ItaliaUE-27

020406051,361,7202146,261,7202348,666,32025

Fonte: Eurostat, dataset isoc_sk_edic_i21. Elaborazione: Andrea Troisi · Benessere Digitale Giovani · Troisi Ricerche.

Riconoscere prima di verificare

Il primo passo contro la disinformazione è accorgersene. Per questo un valore basso non è necessariamente una buona notizia. Insegnare a riconoscere i segnali di un contenuto dubbio, come titoli sensazionalistici, fonti assenti, immagini fuori contesto, è una competenza che la scuola può sviluppare in modo sistematico. Sabato prossimo vedremo quanti giovani, dopo aver incontrato un contenuto dubbio, provano a verificarlo.

Andrea Troisi
Osservatorio BDG
Un progetto di Troisi Ricerche S.r.l.

Istituto di ricerca accreditato MIUR. L'Osservatorio è diretto da Andrea Troisi, con 18 anni di esperienza nella ricerca sociale applicata.

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