
Se sui social network i giovani italiani sono i meno attivi d’Europa, sulla comunicazione diretta con amici e familiari il quadro si capovolge. Le app di messaggistica istantanea e le chiamate via internet sono lo strumento più diffuso della vita online dei ragazzi.
Nel 2025 il 94,7% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha scambiato messaggi con app come WhatsApp, Messenger o Telegram (media UE: 93,1%). Il 91,7% ha telefonato o fatto videochiamate via internet (media UE: 89,1%). L’Italia è 8ª su 27 Paesi per le chiamate.
La videochiamata dopo il 2020
La crescita delle chiamate via internet è stata netta. Nel 2015 le faceva il 39,1% dei giovani italiani, sotto la media europea (47,1%). Nel 2020 la quota è salita all’85,8%, superando l’Unione, e da allora è rimasta stabilmente sopra l’85%.
Anche gli adulti hanno seguito la stessa strada: tra le persone di 16-74 anni in Italia le chiamate via internet sono passate dal 22,5% del 2015 al 76,0% del 2025.
Relazioni, non solo contenuti
Per il benessere dei ragazzi la distinzione è importante. Messaggi e videochiamate servono soprattutto a mantenere relazioni con persone conosciute; i social network espongono anche a contenuti e persone sconosciute. I dati dicono che i giovani italiani usano la rete soprattutto nel primo modo.
Non per questo la messaggistica è priva di rischi: i gruppi di classe, le catene di messaggi, la pressione a rispondere subito sono temi ben noti a genitori e insegnanti. Ma si tratta di dinamiche diverse da quelle dei social, che richiedono risposte educative diverse.
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