
La protezione dei dati personali non passa solo per i cookie. Rifiutare l’uso dei propri dati a scopo pubblicitario, limitare l’accesso alla posizione, rendere privato il proprio profilo: sono gesti quotidiani che definiscono quanto controllo si ha sulla propria vita digitale.
Nel 2025 l’80,6% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha compiuto almeno una di queste azioni nei tre mesi precedenti, in linea con la media UE (81,1%). Nel 2023 la quota italiana era del 67,1%: il balzo è stato di oltre 13 punti in due anni.
Dove i giovani italiani fanno meglio
Il confronto per singola azione mostra un profilo interessante. I giovani italiani rifiutano più spesso l’uso dei dati per pubblicità (69,0% contro 60,5%), leggono più spesso le informative sulla privacy (49,6% contro 35,3%) e controllano più spesso che il sito a cui forniscono dati sia sicuro (55,0% contro 42,2%). Una quota più alta ha anche chiesto a un sito di aggiornare o cancellare i dati che lo riguardano (20,6% contro 13,7%).
Alcune di queste pratiche, come leggere un’informativa o verificare la sicurezza di un sito, richiedono attenzione e tempo. È un segnale positivo, che può essere valorizzato: i ragazzi che proteggono già i propri dati possono diventare un riferimento per i compagni.
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