
Giochi, social, piattaforme di studio, servizi di streaming: gran parte delle app usate dai ragazzi è gratuita, ma chiede in cambio la registrazione e quindi dati personali. Eurostat rileva quante persone aprono e chiudono account di questo tipo, e con quali difficoltà.
In Italia ha aperto un account o si è registrato a un’app o servizio gratuito il 65,0% dei giovani tra 16 e 24 anni, contro l’79,9% della media UE. L’Italia è 25ª su 27.
Il problema della cancellazione
Il 19,5% dei giovani italiani ha provato a cancellare o chiudere un account di un servizio gratuito (UE: 27,0%). Tra chi ci ha provato, il 28,2% ha incontrato problemi, contro il 33,6% della media europea. Tra gli adulti italiani la quota di chi ha avuto problemi è ancora più alta: 38,4%.
Uscire da un servizio dovrebbe essere semplice quanto entrarvi. Quando non lo è, i dati personali restano nelle mani di aziende con cui non si vuole più avere rapporti. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati riconosce il diritto alla cancellazione, ma esercitarlo richiede di sapere dove e come farlo.
Un’abitudine da costruire
Per famiglie e scuole un esercizio utile è la pulizia periodica: fare l’elenco delle app e dei servizi a cui ci si è registrati, chiudere quelli che non si usano più, verificare quali dati conservano. È un modo concreto per trasformare la consapevolezza sulla privacy in un’abitudine.
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