
Lo smartphone è la porta principale verso la rete, ma non l’unica. Sapere da quali dispositivi si collegano i giovani aiuta a capire in quali contesti usano internet: in camera, a scuola, in movimento, davanti alla televisione.
Nel 2025, secondo Eurostat, il 95,9% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha usato internet dallo smartphone nei tre mesi precedenti l’intervista (media UE: 97,0%). Il portatile è al secondo posto con il 66,8%.
Più schermi in casa
Rispetto ai coetanei europei, i giovani italiani usano un po’ meno il portatile (66,8% contro 69,5%) e un po’ di più il tablet (41,4% contro 36,6%). La differenza più marcata riguarda gli altri dispositivi connessi, come smart TV, console per videogiochi e altoparlanti intelligenti: li usa per collegarsi il 58,3% dei giovani italiani contro il 51,5% europeo.
Anche il confronto con gli adulti è interessante: tra tutte le persone di 16-74 anni in Italia lo smartphone è usato dall’87,2%, il portatile dal 48,6%. Il distacco tra giovani e adulti è più ampio per il portatile e per gli altri dispositivi connessi.
Cosa significa per famiglie e scuole
La moltiplicazione dei dispositivi rende meno efficaci le regole pensate per un solo schermo. Un limite di tempo sullo smartphone non tocca la console o la televisione connessa. Per le famiglie può essere più utile ragionare per momenti e luoghi, ad esempio i pasti o la notte, che per singolo apparecchio. Per le scuole, il dato sul portatile ricorda che un giovane su tre non lo ha usato per collegarsi nei tre mesi precedenti: non va dato per scontato che tutti possano svolgere a casa attività che lo richiedono.
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