
Eurostat ha pubblicato i dati mensili sulla disoccupazione aggiornati ad agosto 2026. Per i giovani sotto i 25 anni il tasso italiano è al 20,3%, contro il 15,4% della media UE-27: circa 253 mila ragazzi e ragazze che cercano lavoro senza trovarlo.
Che cosa misura questo numero
Il tasso di disoccupazione non dice che un giovane su cinque è senza lavoro. Si calcola solo sulle forze di lavoro, cioè su chi lavora o cerca attivamente un impiego: la maggior parte degli under 25 studia e non rientra nel conteggio. Il dato dice quindi quanti, tra i giovani che si affacciano al lavoro, non riescono a entrare.
Tra i 22 Paesi UE con il dato di agosto disponibile, l’Italia è settima per disoccupazione giovanile. I valori più alti si registrano in Estonia (28,4%), Svezia (23,0%), Finlandia (22,8%) e Spagna (22,7%); i più bassi in Germania (7,4%), Paesi Bassi (8,8%) e Malta (9,7%).
Il lungo calo, poi un’estate in salita
Nel 2014 il tasso italiano superava il 40% ed era oltre diciannove punti sopra la media europea (42,8% contro 23,7% ad agosto). Da allora la distanza si è ridotta a 4,9 punti. A maggio 2026 il dato italiano era sceso al 17,7%, il valore più basso della serie mensile Eurostat, disponibile dal 1983. Nei mesi estivi è risalito: 19,4% a giugno, 19,7% a luglio, 20,3% ad agosto. I dati mensili sono provvisori e oscillano molto: per capire se si tratta di un’inversione di tendenza serviranno i prossimi aggiornamenti.
Perché interessa a famiglie e scuole
Il passaggio dalla scuola al lavoro è uno dei momenti più delicati per i ragazzi. Orientamento, tirocini e competenze, anche digitali, sono gli strumenti su cui scuole e famiglie possono agire. Su questo sito trovate anche i dati sui giovani che non studiano e non lavorano (NEET) e sull’abbandono scolastico.
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