
Essere nati con lo smartphone in mano non significa saperlo usare bene. Le competenze digitali misurate da Eurostat vanno oltre l’uso quotidiano: comprendono la capacità di cercare e valutare informazioni, comunicare, creare contenuti, proteggersi e risolvere problemi.
Nel 2025 in Italia ha competenze digitali almeno di base in tutte e cinque le aree il 68,5% dei giovani tra 16 e 24 anni, contro il 74,5% della media UE. L’Italia è 20ª su 27. Il 40,9% ha competenze superiori a quelle di base (UE: 43,0%).
Un salto nel 2025
Tra il 2021 e il 2023 la quota italiana era rimasta ferma intorno al 60% (60,0% e 59,1%). Nel 2025 è salita al 68,5%, riducendo il divario con l’Europa da 10,9 a 6,0 punti. Ancora più netto il progresso sulle competenze avanzate, passate dal 28,8% al 40,9%.
I giovani restano comunque più competenti del resto della popolazione: tra le persone di 16-74 anni in Italia le competenze almeno di base riguardano il 54,3%.
Quasi uno su tre sotto la soglia
Il dato ha anche un rovescio: il 31,5% dei giovani italiani non raggiunge il livello di base in almeno una delle cinque aree. L’obiettivo europeo del Decennio digitale è l’80% di persone con competenze almeno di base entro il 2030, per l’intera popolazione adulta. Per i giovani il traguardo è a portata di mano, ma servono interventi mirati: la settimana prossima vedremo in quali aree le lacune sono più ampie.
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