
Con l’inizio del nuovo anno scolastico, un dato che riguarda da vicino le scuole: l’abbandono precoce, cioè la quota di giovani tra 18 e 24 anni che hanno al massimo la licenza media e non seguono percorsi di istruzione o formazione.
Nel 2025 in Italia la quota è scesa all’8,2%, sotto la media europea (9,1%). Per quota di abbandono l’Italia è 13ª su 26 Paesi con dato disponibile. I valori più alti si registrano in Romania (15,5%), Germania (13,1%), Spagna (12,8%).
Il sorpasso
Il miglioramento è stato netto, con qualche battuta d’arresto (nel 2017-2018 e nel 2020). Nel 2010 l’Italia era quasi cinque punti sopra la media europea (18,6% contro 13,8%). La distanza si è ridotta fino al 2024, quando i due valori si sono sostanzialmente allineati (9,8% contro 9,6%). Nel 2025 l’Italia è scesa sotto la media.
L’abbandono resta più frequente tra i ragazzi (10,1%) che tra le ragazze (6,2%). L’obiettivo europeo per il 2030 è scendere sotto il 9%: l’Italia lo ha già raggiunto.
Scuola e benessere digitale
Il calo dell’abbandono è una buona notizia per il benessere dei giovani: restare nei percorsi di istruzione significa più strumenti, più relazioni, più opportunità. È anche il contesto in cui l’educazione digitale può raggiungere quasi tutti i ragazzi. I dati delle settimane precedenti indicano dove concentrarla: valutazione delle informazioni, privacy, uso consapevole dell’intelligenza artificiale.
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