Normativa

Divieto smartphone a scuola 2026: cosa prevede la circolare Valditara e cosa dicono i dati

21 Marzo 2026 · Osservatorio Benessere Digitale Giovani

Cosa prevede il divieto di smartphone a scuola nel 2026

Il divieto di smartphone a scuola in Italia è una misura normativa introdotta progressivamente dal Ministero dell’Istruzione che, dal 2025-2026, vieta l’uso di dispositivi elettronici personali durante l’intero orario scolastico in tutte le scuole di ogni ordine e grado.

La circolare MIM n. 3392 del 16 giugno 2025, firmata dal Ministro Valditara, ha esteso alle superiori il divieto già vigente per elementari e medie. Il telefono va spento e riposto nello zaino dall’ingresso all’uscita, inclusi intervalli e pause.

Eccezioni previste: studenti con PEI o PDP per disabilità o DSA, e indirizzi di studio dove il dispositivo è funzionale al percorso formativo. I dispositivi forniti dalla scuola (PC, tablet, LIM) restano utilizzabili sotto supervisione.

Il divieto di cellulare a scuola funziona? Cosa dicono i dati internazionali

Secondo l’analisi dell’Osservatorio BDG — progetto di Troisi Ricerche S.r.l., istituto accreditato MIUR — la relazione tra restrizioni scolastiche e benessere giovanile non è lineare.

I paesi nordici come la Finlandia, al vertice della classifica della felicità da 9 anni, adottano un approccio diverso: limitazione durante le lezioni combinata con alfabetizzazione digitale critica come materia curriculare.

I paesi con divieti totali (Australia, Francia) non mostrano ancora miglioramenti misurabili nel benessere giovanile, ma è troppo presto per valutare.

Il problema delle 18 ore senza divieto

Il divieto copre circa 6 ore al giorno. Ma il tempo medio sui social degli adolescenti italiani è di 2,5 ore, concentrate quasi interamente nelle ore extra-scolastiche: pomeriggio, sera e notte.

La fascia 20-24 è il momento di massima esposizione. Il divieto scolastico protegge le ore in cui il problema è minore.

Questo non rende il divieto inutile. Togliere il telefono durante la scuola migliora la concentrazione in classe e la qualità delle interazioni sociali. Ma se l’obiettivo è il benessere complessivo, il divieto scolastico è necessario ma non sufficiente.

Checklist per genitori: 5 azioni a supporto della scuola

1. Sostengo il divieto e non contatto mio figlio durante l’orario scolastico

2. Ho rimosso lo smartphone dalla camera di notte (il singolo cambiamento con il maggiore impatto sul sonno)

3. Conosco le app che usa e ne parlo regolarmente

4. Ho chiesto alla scuola del programma di educazione digitale

5. Ho fatto il checker dell’Osservatorio BDG per capire il profilo di esposizione

Dati chiave

Fonte: Circolare MIM 3392/2025, World Happiness Report 2026, PISA/OCSE, elaborazione Osservatorio BDG.

Domande frequenti (FAQ)

Da quando è vietato lo smartphone a scuola in Italia?

Il primo divieto risale al 2007 (solo durante le lezioni). La circolare 3392 del giugno 2025 ha esteso il divieto a tutte le scuole, per l’intero orario scolastico, dal 2025-2026.

Ci sono eccezioni al divieto di cellulare a scuola?

Sì: studenti con PEI o PDP per disabilità o DSA, e indirizzi di studio specifici. I dispositivi forniti dalla scuola restano utilizzabili sotto supervisione degli insegnanti.

Il divieto di smartphone migliora il rendimento scolastico?

Studi OCSE e OMS confermano che l’uso dello smartphone in classe riduce la capacità di attenzione e l’apprendimento. Il divieto migliora la concentrazione durante le lezioni. Non ha effetti diretti sulle ore extra-scolastiche.

Cosa posso fare come genitore per supportare il divieto?

Non contattare tuo figlio durante l’orario scolastico, rimuovere lo smartphone dalla camera di notte, e chiedere alla scuola se ha un programma di educazione digitale. Il vero lavoro è a casa, nelle ore serali.

Il divieto è sufficiente per proteggere i ragazzi dal digitale?

No. Il divieto copre 6 ore su 24 e protegge dalle distrazioni in classe, ma il 90% dell’esposizione avviene fuori dalla scuola. Serve un approccio combinato: divieto scolastico + educazione digitale + regole familiari condivise.


Articolo prodotto dall’Osservatorio sul Benessere Digitale dei Giovani (BDG), progetto scientifico di Troisi Ricerche S.r.l. — istituto accreditato MIUR, Via de Rossi 57, Bari. Fonti: Circolare MIM 3392/2025, WHR 2026, PISA/OCSE, SID 2026.

Andrea Troisi
Osservatorio BDG
Un progetto di Troisi Ricerche S.r.l.

Istituto di ricerca accreditato MIUR. L'Osservatorio è diretto da Andrea Troisi, con 18 anni di esperienza nella ricerca sociale applicata.

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